LILLIANA FRENDA

Lilli

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Se n’è andata. No, non se n’è andata via da sola, se l’è portata via il mostro, di prepotenza, come solo lui sa fare, il mostro, il virus, il covid-19. E Raffaele è rimasto solo, ma veramente solo, anche in questo momento di sgomento e di dolore, non c’è nessuno accanto a lui che gli possa dare una mano, un abbraccio, un conforto. Chi muore per il covid muore solo e solo va via, perché nessuno può arrivargli vicino.

Mentre ricevevo questa notizia stavo accompagnando al computer il programma sulla fioritura al Giardino Botanico di Rio. L’unica cosa che ho potuto fare è dedicare con il pensiero ognuno di quei fiori a te, Lilli, così allegra, così ridente, così solare, così pratica e genuina, la piccola siciliana dagli occhi acquamarina. Da quando ho saputo che eri ricoverata per questo brutto male non sono riuscita più a staccare il pensiero da te, ed ogni mattina avevo paura di chiedere notizie a Raffaele. Ed infatti la notizia di stamattina è stata quella che ho cominciato a temere dal primo momento.

C’è una figlia, ci sono tre nipotini che non potranno più contare sulla nonna, c’è un marito rimasto solo solo solo, ci sono tanti amici costernati, come me, che vorrei tanto far qualcosa, per Lei, per Raffaele, per Loretta, per Salvatore, Luigi e Raffaella… e non posso andare nemmeno alla messa per lei…

Chiedo scusa ai lettori di queste mie cronache, ma questa settimana non riesco a parlare d’altro. Per favore, accettate con me che questa cronaca sia il mio piccolo, piccolissimo omaggio ad una cara amica che se n’è andata prematuramente. È la mia corona di fiori per Lilliana ed il mio abbraccio commosso per la sua famiglia.

E per chi voglia sapere di più di Lilli, si rilegga il brano della mia cronica che la riguarda: è lei la Calogera del cui nome racconto la storia, che per semplificare, vi riporto qui in calce:

“Ed eccovi la sua storia: siamo sempre in Italia, in Sicilia, che quanto a tradizioni è ancora più radicale di Napoli. Come se non bastasse, ci sono dei nomi in Sicilia che sembrano quasi un insulto; uno di questi è Calogero. E passi per Calogero al maschile, ma nella versione femminile è veramente indigeribile. Veder nascere una bimba ed appiopparle subito un Calogera è come dirle “peggio per te che sei nata, adesso fatti carico di questo marchio”… Ma quanto più indigeribile è il nome, tanto più si fregia di un diminutivo fantasioso che ne addolcisce l’esistenza; nel caso specifico, il Calogera viene registrato solo all’anagrafe, ma poi nella vita quella persona sarà sempre Lilla o qualcosa di simile.

E così i genitori della mia amica, che quando hanno avuto questa bimba sarebbero stati obbligati a scegliere fra Giuseppa, nome della nonna paterna, e Calogera, nome della nonna materna… trovando indigeribili tutti e due i nomi imposti dalla tradizione, di comune accordo ed in sordina, hanno deciso di battezzarla con il nome di Liliana per la sua assonanza con quel Lilla che rimonta “naturalmente” a Calogera, e di modificarne addirittura la grafia in Lilliana, con due “l”, per legittimarlo ancora di più.

Ma se il nome scelto non si trova tra quelli dei santi consacrati, il prete al momento del battesimo lo può sostituire con quel che gli sembra più conveniente. Ed è quello che è successo alla mia amica, che già adulta ha scoperto per caso che in realtà si chiama Lilliana Maria Giuseppina… Per lo meno il Calogera se l’è scansato!”

Per tutti noi sei sempre stata la grande, piccola, generosa, pragmatica, unica e indimenticabile Lilliana Frenda dagli incredibili occhi color acquamarina.

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