È ANDATO TUTTO BENE!

È ANDATO TUTTO BENE!

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Ricordate? La settimana scorsa ho accennato al fatto che avrei dovuto rifare una lunga e noiosa trafila per rinnovare la mia patente. Ebbene, questa settimana mi sono armata di coraggio e di pazienza ed ho affrontato la prova e… è andato tutto bene!

Non è che la patente ce l’abbia già in mano, la riceverò solo fra una settimana, ma ho in mano il documento che prova che sono realmente meritevole delle due lettere magiche che, attraverso la mia patente, mi rendono una persona privilegiata: grazie a queste due letterine posso comprare una macchina con cambio automatico con lo sconto ed ho diritto ai parcheggi per invalidi… e vi sembra poco? Chi non ce l’ha non sa quanto sono preziosi questi vantaggi.

Forse non è esatto chiamarli “vantaggi”, dato che si tratta solo una piccola compensazione, forse dovrei vedere la cosa dal punto di vista di chi non li ha questi presunti vantaggi, di chi può parcheggiare la macchina a qualunque distanza dalla sua meta, senza dover fare il calcolo dei passi da percorrere per raggiungerla, e magari anche dal punto di vista di chi la macchina non ce l’ha o non la vuole, oppure ce l’ha e se la cambia quando vuole e senza… sofferenza bancaria. Ma insomma, non polemizziamo. “A ciascuno il suo” è una massima molto saggia che in sintesi suggerisce che la giustizia risiede laddove ognuno ha quel che gli spetta per condizione naturale o per merito personale. Il “ privilegio” di avere la patente con le due letterine magiche non mi viene regalato, ma mi viene dato solo dopo aver fornito la prova clinica, radiologica e funzionale che mi spetta. Ed a voler analizzarla davvero bene la cosa, non è nessun vantaggio, ma il più elementare rispetto per una situazione che di “privilegio” non ha proprio nulla.

Ma allora perché tanta sorpresa nel dire che “è andato tutto bene”? È proprio questa la questione. Dovrebbe essere una cosa pacifica, ma non lo è. Sto dicendo che è andato tutto bene perché questa volta ho trovato una medica che non ha dubitato a priori della mia condizione, sottoponendomi ad umilianti sospetti di frode da parte mia, ma ha esaminato i documenti, mi ha fatto alcune domande obiettive, mi ha sottoposto ad alcune prove fisiche ed ha civilmente concluso che non sto imbrogliando, ma che purtroppo le limitazioni fisiche che meritano di essere compensate con quelle due letterine magiche sulla patente io ce le ho per davvero.

Quando ho dovuto rinnovare la patente tre anni fa, al contrario, ho trovato una ufficiale della gestapo che ha dubitato a priori e con un tono denigratorio ed umiliante di tutto quello che io stavo dimostrando con documenti e con condizione obiettiva e non dissimulata. Se non ci sei passato non puoi capire quanto sia umiliante una cosa del genere.

Ora è chiaro perché sto dicendo che oggi è andato tutto bene, vero?

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