LA SETTIMA SETTIMANA

Bene bene bene… è arrivato il momento di parlare di voi: I MIEI ALUNNI… che sono anche amici, figli, nipoti, e molte altre cose… e sempre cari, molto cari.

Siete voi che scandite il tempo della mia prigionia, voi che date ore alle mie giornate, nome ai miei giorni, giorni che formano settimane che ormai sono diventate mesi.

È per voi che ogni mattina ho un orario preciso per alzarmi, lavarmi, vestirmi e perfino profumarmi, proprio come quando venivate qui e mi trovavate sempre pronta ad aspettarvi, con il mio imprescindibile rossetto sulle labbra, il discreto spruzzo di colonia, l’acqua sempre gelata ed il caffè appena fatto…

Ora non posso offrirvi né acqua né caffè né potete gradire o no la colonia del giorno, ma mi vedete comunque puntuale ad aspettarvi, lavata, stirata e pettinata.

Cosa sarebbe delle mie giornate se non avessi tutti gli impegni che ho con voi? E pazienza se ancor più di prima mi cambiate orario all’ultimo momento, o mi dite di aver dimenticato l’impegno, o mi chiedete di chiamare un po’ più tardi… pazienza. L’importante è che ci siete, un’ora o il giorno dopo, o in un altro giorno, ma ci siete…

Ed io non vi sarò mai abbastanza grata per la vostra assiduità che a volte induce i miei neuroni ad una grande attività, li mantiene vivi ed attivi anche oltre le esigenze della mia rispettabile etá, li coinvolge in sfide stimolanti quando insieme a voi devo decifrare astrusi o ampollosi testi di diritto, o tradurre libri che non mi sarei mai sognata di leggere…

Voi non potete immaginare com’è bello ed importante per me poter contare sulla vostra presenza affettuosa e rispettosa per un’ora e mezza ciascuno ogni settimana, così, dentro lo schermo del mio computer o del mio cellulare…

Grazie, per tutto quello che mi date e che mi permettete di darvi.

E, come se non bastasse, mi pagate pure!…

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