EPPURE È COSÌ FACILE

bigliettini parole gesto

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In contrasto con quello della settimana scorsa, l’argomento di questa settimana è molto più “soft”, direi perfino affettuoso.

Una mia amica è venuta a farmi visita con sua figlia adolescente, una ragazza dolce, sognante ed introversa. Mentre io e la mamma ci intrattenevamo nelle solite chiacchiere fra amiche, non so dov’era la ragazza, ma dopo che sono andate via, nel corso di quella serata e di alcuni giorni successivi, io ho trovato sparsi per casa, in posti che prima o poi li avrei visti, tanti bigliettini, in cui faceva solo delle osservazioni. Vi do un esempio: nel posto in cui la sera guardo la TV, ed avendo confessato che verso le 11 di sera mi viene voglia di un cioccolatino, mi ha messo un cioccolatino portato da lei stessa, con un bigliettino che diceva: “Ti è piaciuto il cioccolatino? E la telenovela?” Prendo gli occhiali per leggerlo e trovo un altro bigliettino: “Con gli occhiali la vita ti sembra migliore?”. Finora ne ho trovati 9 di questi bigliettini e spero di trovarne altri…

Mi ha fatto ricordare di quando, giovane e innamorata, spargevo bigliettini come questi e come facevano felice mio marito quando li trovava… Stavo attenta a non farlo diventare una rutine, lasciavo passare molto tempo, ed a volte li nascondevo così bene che passavano giorni ed anche settimane prima che li trovasse, ma provocavano sempre una piccola pausa ed un sorriso. Proprio come ora, una sorpresa ed un sorriso. Quelle che scrivevo non erano parole d’amore ma, come questi, osservazioni a volte ovvie, a volte ironiche, perfino banali sul momento specifico legato a quel luogo ed a quell’oggetto, e sempre costituivano una sorpresa ed un attimo di gioia, di affetto; anche se non con parole esplicite, rafforzavano il legame affettivo. Non so dirvi quando, nei quarantasette anni del mio percorso coniugale, ho perduto questa dolce abitudine, ed è un peccato perché probabilmente non l’ho sostituita con altre magari più costruttive. Sinceramente non ve lo so dire, ma mi dispiace di averla perduta.

Ebbene, vedete quanto poco ci vuole, con un piccolo gesto, a dire tanto ma tanto più di quanto quel gesto in sé può dire. Certamente questa ragazza non saprebbe esprimere con le parole la stima e l’affetto che ha per me, e me lo ha detto così, con dei pezzetti di carta nascosti per casa, con frasi semplici, ma scelte in funzione dell’oggetto e del momento in cui li arei trovati. Una piccola attenzione, un gesto di affetto che mi ha detto più di quanto avrebbe potuto dirmi con le parole. Ora ricordo anche di una mia cara amica che purtroppo non c’è più, che mi raccontò che suo figlio, di carattere molto chiuso, ogni tanto, quando erano soli in casa, metteva una musica che a lei piaceva. Per lei quel gesto era ancora più forte e significativo di quell’abbraccio che lui, poco espansivo, non avrebbe saputo darle.

Io sono sicura che per molti di voi non sia una novità, che sia una pratica comune nella vostra vita, ma per chi non lo fosse, lo invito ad inaugurarla questa modalità affettiva, e non è necessario che sia fra marito e moglie o fra innamorati. È una pratica che giova a tutti, tra genitori e figli, tra fratelli, tra amici. E se non sapete cosa scrivere nel bigliettino, serve qualunque cosa che piaccia al destinatario, un fiore, un quaderno nuovo, una penna insolita, un pupazzetto, una frutta esotica, un panino al prosciutto!!!

Basta un po’ di stima, un po’ di generosità, un po’ di affetto, una mente fertile ed un cuore gentile per far sbocciare un sorriso anche in un momento di tristezza.

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