MOLESKINE

quaderni Moleskine

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La settimana scorsa, nell’elencare varie maniere di far felice una persona a cui si vuol bene, ho dimenticato di dare un esempio importante. Ho un fratello che vive in Canada, anche lui persona riservata e silenziosa, certamente incapace di grandi manifestazioni di affetto esplicito, ma quando ha capito che avrei pubblicato una cronaca alla settimana, ha creato un blog: “capasso.co” e tutte le settimane pubblica le mie cronache, sia in italiano che in portoghese, arricchendole sempre con una foto che le completa con buon gusto ed intelligenza. Io non gliel’ho mai chiesto, ma mi ha riempito di gioia questa sua silenziosa maniera di dimostrarmi affetto e stima.

C’è un altro argomento dell’ultima cronaca che vorrei riprendere. Nella versione in portoghese ho citato i quaderni Moleskine; non ho citato questa marca in italiano perché non sapevo se lì hanno lo stesso status che hanno qui, ma esiste un gruppo rock italiano, che per giunta ha vinto l’Euro Festival di quest’anno (il Grammy europeo), che credevo si chiamasse proprio Moleskine. Sono quattro ragazzi androgini e scalmanati che gridano a squarciagola che sono fuori di testa, ma non per questo cattivi soggetti, e che non si lasceranno inquadrare, e lo dicono con un tipo di musica che non è esattamente quella che preferisco, ma che evidentemente incontra il gusto dei giovani come loro che li hanno capiti e votati in tutta Europa facendoli vincere. So che sono tre ragazzi ed una ragazza ma onestamente, mentre assistevo, non sono riuscita ad identificare la ragazza fra i tre…

Avendo deciso di parlare di loro e di quaderni Moleskine in questa cronaca, ho preso informazioni e la prima cosa che scopro è che il gruppo rock non si chiama come i quaderni, ma “Måneskin”, che in lingua danese significa “chiaro di luna”, ed ho saputo anche che il nome lo ha dato proprio l’unica ragazza del gruppo, che a quanto pare ha origini nordiche. Io la sera, verso le 22:30, vedo sempre cosa mi propone la RAI e qualche sera fa sono capitata proprio nel bel mezzo della votazione per questo Euro Festival. Quando ho cominciato ad assistere si stava esibendo il gruppo italiano, che in quel momento si classificava al quinto posto, su circa 26 concorrenti, se non sbaglio. Anche se la musica non è quella che preferisco, il campanilismo ha avuto il sopravvento ed ho deciso di continuare a seguire la votazione.

Måneskin
Måneskin

Ebbene vi confesso che ad un certo punto ho cominciato ad emozionarmi. I primi due posti se li contendevano la Francia e la Svizzera, mentre l’Italia saliva e scendeva fra il quarto ed il quinto posto. Ma quando è arrivato l’ultimo valore, cioè il voto del pubblico europeo, ebbene con mia grande sorpresa e felicità, gli italiani sono saltati al primo posto ed hanno vinto!

In circa sessant’anni di Euro Festival è solo la terza volta che vince Italy. La prima è stata nel lontanissimo 1964, con una Gigliola Cinquetti sedicenne che dichiarava al mondo che non aveva l’età per amare. Poi, nel 1990 Toto Cotugno, interpretando quel momento di fusione dell’Europa con la recente caduta del muro di Berlino, ha sfondato con “Insieme”, rivolgendosi ad un amico lontano, diverso da lui, ma ora tanto vicino. Ed ora questo gruppo che è davvero l’immagine del nostro tempo: quattro ragazzi androgini, pluritatuati e scalmanati che, urlando, rivendicano il loro diritto di essere diversi e di essere accettati come sono… Ad avere orecchi ed occhi aperti e ricettivi, si fa presto a sentire dove soffia il vento.

Per quel che riguarda i quaderni poi, mi si informa che in Italia erano di moda una decina di anni fa, nell’onda “on the road” mossa dallo scrittore Bruce Chatwin, ma che ora sono “scaduti” quanto a mode. Ma la cosa più interessante che ho scoperto è che esistono da moltissimo tempo. Pensate, li usava già Van Gogh per fare i suoi schizzi, ed anche Picasso ed Hemingway prima di Chatwin. Insomma, se volessi parlare solo dei Moleskine ci vorrebbe altro che una cronaca! Se ne trovano nelle librerie di mezzo mondo, e sono i preferiti di chi ancora oggi (che scandalo!!!) preferisce ad un tablet o un cellulare un quadernetto piacevole da avere in mano, con la sua copertina rigida ed il suo elastichino, angoli arrotondati, con il suo taschino sul fondo, e la penna del cuore… . Io non ho letto niente dell’ultimo scrittore citato, quindi non sono stata trasportata da nessuna delle sue onde, ma i quadernetti li conosco, ne ho già regalato qualcuno e qualcun altro l’ho ricevuto in regalo. Si, è vero, è tutta un’altra cosa scrivere su una carta moleskine… senti la penna scorrere libera e felice, e non è che ti aiuta ad esserlo anche tu, libera e felice?!

Fate la prova anche voi, aspettate che qualcuno vi regali un moleskine (magari suggeriteglielo) e poi inventatevi una storia da confidargli…

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