RICATTI

gas

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Questa settimana voglio raccontarvi una storia di ricatti. Forse dovrei dire estorsione. Va bene, alla fine mi direte voi quale vi sembra il termine giusto. Vi chiedo scusa se comincio da lontano, ma io non riesco a raccontare le cose a metà.

Circa tre anni fa il mio consumo di gas è esploso all’improvviso: mi sono arrivate due bollette mensili di un valore astronomico rispetto al mio normale. Dopo un paio di mesi di sollecitazioni ripetute con insistenza, finalmente mi arriva a casa un tecnico che decreta che c’è una perdita consistente in un posto impreciso nel tragitto di cinque piani dal contatore a casa mia. Mi interrompe l’erogazione del gas e mi dice di rivolgermi alla compagnia. Non entro nei dettagli, ma fino alla soluzione del problema, sono stata un mese intero senza poter cucinare né farmi una doccia calda…

Durante questo mese, su mia sollecitazione, un ingegnere della compagnia mi fa un progetto per una installazione ex novo per un valore astronomico per me, che comunque non ho discusso perché il problema andava assolutamente risolto, e senza indugio. Insomma, ho fatto tutto secondo i loro comandamenti, senza muovere una sola obiezione, nemmeno di fronte all’assurdità di avermi obbligata ad installare un unico e grande scaldabagno nel posto più distante dai bagni che deve servire (circa venti metri di distanza, mentre prima c’erano due scaldabagni, uno dei quali in uno dei bagni da servire), così che lo spreco di acqua e gas per raggiungere i punti di erogazione è di un assurdo totale dal mio punto di vista di donna di casa pratica ed economica. Tutto rigorosamente secondo i loro comandamenti. (Solo per darvi un’idea di quel che mi è costato, durante un anno intero io ho pagato una bolletta del gas equivalente a venti volte il valore di quel che pagavo prima di quest’avventura…).

Va bene, tutto a posto, tutto secondo le regole, le leggi, i regolamenti.

A partire da allora, con una periodicità assidua, fastidiosa ed inopportuna mi telefonano da questa compagnia per annunciarmi che verrà un operario il tale giorno alla tale ora per controllare che tutto sia a posto. Si chiama “vistoria” ed ha un costo equivalente ad una volta e mezza la mia bolletta del gas (che, risultato ovvio, è quasi raddoppiata rispetto a quel che era prima di tutta l’avventura). Va bene, che venga la vistoria. Solo che questo operaio controlla soltanto lo scaldabagno. Gli chiedo di controllare anche il fornello. No, non è di sua competenza, riguarda un altro settore. Infatti, dopo due settimane, altra telefonata per annunciare altra “vistoria”, questa volta per il fornello, e dietro pagamento dello stesso valore che supera quello della mia bolletta mensile. Io rifuggo da discussioni e polemiche, quindi subisco.

Pazienza. Da circa tre anni, troppo spesso per i miei gusti e la reale necessità, è la stessa storia.

Vengono, fanno finta di controllare, o forse controllano, mi fanno firmare un verbale e mi estorcono 89,90 reais.

Questa volta però hanno superato il limite: alla vistoria del fornello (badate che all’epoca non è stato utilizzato nessun materiale di recupero, ma ogni cosa è stata installata rigorosamente nuova di zecca e dentro le specificazioni della compagnia) mi si annuncia che il tubo di gomma rivestito di rame (dall’aspetto nuovo ed in forma eccellente, come potete constatare dalla fotografia che accompagna la cronaca), sta per “scadere” e che quindi l’operaio non può dare il nulla osta se non dopo la sostituzione del tubo e di non so quale altro raccordo che va cambiato insieme. Se non sono disposta a fare l’operazione lui chiude l’erogazione del gas e che io entri in contatto con la compagnia per risolvere il problema.

Perché voi possiate capire il valore dell’estorsione, io pago in media per il mio consumo mensile 72,50 reais; la visita di questo signore, quando non fa niente, mi costa 89,90 reais. Questo servizio mi è costato 536 reais.

Adesso tocca a voi, miei cari lettori, scegliere il termine giusto: ricatto o estorsione?

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