QUATTRO STAGIONI

Praia Joao Fernandes

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Quattro generazioni De Filippis: cominciando da me, la capostipite, poi mio figlio, mio nipote ed il mio bisnipotino.

Tutti insieme, in una breve vacanza di quattro giorni, in un posto incantato e magico com’è Buzios. Ma Buzios è solo la occasionale, seppur necessaria cornice per un incontro familiare raro e prezioso, almeno per me, che non ho avuto finora molte occasioni per questo avvicinamento di quarto grado di intimità.

Il mostro è nellaria, silenziosamente presente, nelle maschere, nellevitare manifestazioni concrete di affetto, niente abbracci, niente baci, mai troppo vicini, eppure esser felici di stare insieme, sotto lo stesso tetto.

Faccio fatica ad accettare che da oggi in poi sarà così sempre, in famiglia, con gli amici, con gli estranei. Ed ogni cosa intorno a me mi dimostra che questa è la nuova realtà. La “casa” che abbiamo fittato per quattro giorni originariamente era una piccola e romantica pousada, su una delle molte colline di Buzios, in un posto panoramico, alta sul mare, piena di sole e di vento, di natura e di bellezza. Siamo arrivati in macchina in questa casa isolata e ne usciremo solo per tornare ciascuno alla propria residenza, senza escursioni in centro, niente negozi, niente ristorante alla moda, niente Rua das Pedras, niente “Buziar”… La mammina di Martin sta aspettando Pippo, il suo fratellino, e dobbiamo proteggerla da possibili contaminazioni.

La casa non funziona più come pousada, non può, con tutte le restrizioni che vanno e vengono, nellonda sinistra delle contaminazioni, degli ospedali pieni oltre i loro limiti, della mancanza di ossigeno ed altri elementi indispensabili per cercar di strappare vite al mostro. La parola turismo è diventata una parolaccia e chi viveva di turismo ha dovuto cercare e trovare una soluzione, e una delle soluzioni è fittare tutta la pousada come se fosse una casa, per una sola famiglia, senza contatti indesiderati e non necessari. E così si sopravvive. È una questione di intelligenza e di resilienza. Le risorse, i ripieghi, i cambiamenti di rotta, chi vuole li trova, sono lì, possibili, non sempre facili, non sempre a portata di mano, non sempre ovvi, non sempre evidenti, ma chi vuole un rimedio lo trova, perché limperativo è: vivi, o sopravvivi, che fa lo stesso.

Io nutro una profonda ammirazione per chi sa ridimensionarsi, risolvere con intelligenza e buona volontà una situazione di crisi, ed in un certo senso anche questo nostro breve incontro multigenerazionale è una soluzione, per permettere a questo bimbo un contatto con una bisnonna di cui spero possa conservare un piccolo ricordo. Non è da tutti avere bisnonni. Martin ha due bisnonne e un unico bisnonno, che ha visto un paio di volte. Gli altri bisnonni si sono consumati molto prima di immaginare di poter essere bis-qualcosa. È per questo che io vivo con tanta emozione questo incontro, consapevole e grata alla vita, a mio figlio, che è sfuggito per poco all`attacco del mostro, ed a mio nipote per avermi concesso questi quattro giorni di immersione in isolamento sociale e condivisione familiare.

Felice e grata, è così che mi sto sentendo in questi giorni di sole, di vento, di bellezza e di affettuosa distanza ravvicinata di quarto grado.

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