È CADUTO UN ALBERO

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È caduto un albero nel giardino di João. Aveva più di cinquant’anni e non ha resistito ad una tempesta di vento e pioggia. Era carico di altre piante che accoglieva, proteggeva ed alimentava, senza importarsi se fossero ornamentali, epifite o parassite, le accoglieva tutte, vivevano in simbiosi e le ha travolte nella sua caduta. Sono sicura che potendo, le avrebbe salvate, ma probabilmente è stato proprio per il loro peso che non ha retto alla forza del vento e si è abbattuto sulla piscina del giardino di João.

Quando cade un albero è sempre un dolore, ma se ci si impegna ad utilizzarlo nella maniera giusta il dolore viene attenuato dalla certezza che continuerà a vivere in altre forme. Case, mobili, sculture, panchine, oggetti d’arte, fuoco, fiammiferi, e perfino stuzzicadenti se ne può ricavare, ma la maniera più dolce, poetica e naturalista è quella di trasformarlo in altra vita per uccelli. Ed è proprio quello che ha fatto João! Ha chiamato uno specialista in materia ed in un paio di giorni ha visto il suo albero abbattuto trasformarsi in una mangiatoia non solo per gli uccelli della zona, ma per una miriade di altri animaletti fra grandi e piccoli, volatili, marsupiali notturni e quadrumani diurni, che non si erano mai mostrati prima tanto allo scoperto.

Potete voi stessi avere la prova di questo miracolo che si è verificato nel giardino di João, e credo che le immagini in alto si commentino da sole.






Incuriosita dall’ordine di questi visitatori, in cui non si misturano le specie, ma educatamente l’una aspetta che l’altra vada via per accedere al suo pasto, ho chiesto a João chi li ha educati così bene, e guardate cose mi ha risposto:

“Non c’è nessun ordine. Comanda il più grande. O il più forte. O il più coraggioso. Arrivano tutti allo stesso tempo. I più grandi e forti mettono in fuga i più piccoli e mentre si svolge la battaglia i furbi ne approfittano per mangiare e darsela a gambe. Arrivano i grandi e scappano i piccoli. Arrivano le scimmiette o gli scoiattoli, scappano tutti. Il picchio minaccia i passerotti. I colibrì litigano con tutti. È così”.

Ma non basta: sono avanzati ancora altri pezzi di tronco, che intende trasformare in banchetti e panchine da spargere per il giardino o supporti per piante da vaso. Ed a proposito di questo, mi vengono in mente le oltre cento panchine strategicamente disposte nel parco di Inhotim. Ognuna è una scultura, una vera e proprio opera d’arte che ha come autori, “in primis” la natura nella ‘persona’ dell’albero abbattuto, ed “in secundis”, Hugo França, un artista che si inoltra nelle foreste a raccogliere tronchi di centenari alberi abbattuti, per vecchiaia o per tempeste, e li trasforma in opere d’arte, uniche ed irripetibili. Potete averne un’idea nelle foto in calce.

Il mio plauso va anche all’ideatore di questa meraviglia che è Inhotim, Bernardo Paz, poiché ha dato spazio nel suo parco a tutte queste manifestazioni della grandiosità della natura quando si sposa con la creatività dell’uomo. E questo prova che Inhotim merita di essere visitato da una buona varietà di cultori: dell’arte contemporanea, della natura, della paesaggistica, della botanica e della creatività della mente umana.

È proprio vero, come afferma Lavoisier, che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Ma quello che mi è più congeniale è che nulla mai si distrugga!

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