DODICESIMA SETTIMANA = TRE MESI

Conoscete Manuela Cantuaria? Scrittrice e sceneggiatrice.

Voleva scrivere una storia, un racconto, ma non voleva che fosse un dramma, né una commedia; non voleva che fosse una storia d’amore, e ancor meno che fosse un giallo o una fiction; non un racconto autobiografico, né ambientato nel passato, figuriamoci nel presente, dio ci scampi dalla pandemonia in cui siamo immersi, questo presente pandemico, e non ha osato avventurarsi nel futuro.

Così, con tutti questi no, ha finito col non scrivere nessun racconto.
Ma mi ha dato lo spunto per la mia cronaca settimanale.

Anche io rifuggo da moltissimi argomenti: niente che somigli alla politica, o che possa suscitare polemica, niente fatti che succedono intorno a noi, e ce ne sono tanti, neri che non respirano e muoiono, c’è chi va a cavallo tra la folla in un delirio da conquistatore d’altri tempi, fantasmi di tutti i tipi, perfino ospedali fantasmi che non escono dall’incubo in cui sono sorti, manifestanti silenziosi che in notti luminose sfidano il coprifuoco, poliziotti in ginocchio per uccidere, altri in ginocchio per pacificare, bagnanti sulle spiagge italiane nudi di maschera, numeri impazziti di contagiati contagiosi e morti incoronati, rifugiati di cui nessuno parla più, che fine avranno fatto?…

Per sfuggire a tutti questi argomenti sparsi su terreni minati, in queste 12 settimane io ho parlato di guerre mondiali, di un certo corona detto virus, di preconcetti atavici, di libri, di Pasqua e di pastiera, di giorno internazionale della mamma e di torta pasqualina, di bisnipotino tenerello, di alunni, di acquisti via inernet; ho parlato perfino di spaghetti; ed oggi?

Oggi non so proprio di cosa parlare. Sono dodici settimane, e mi accorgo con sgomento che mi ritrovo senza argomenti, e non perché abbia il vuoto dentro, ma perché il mio dentro è troppo pieno di quello che non vorrei.

Respiro nell’aria una sensazione di “troppo”, mi sembra che venga da fuori casa, ma nessuno entra in casa mia, e mi spaventa il fatto che possa venire da dentro, da dentro di me. Calma Myriam, non è ancora finito. Calma.

Oggi, l’unica cosa che riesco a dire a chi mi legge, è scusami, non ti aspettare niente da me, dammi la mano, fammi coraggio. Aiutami a starmene buona.

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